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Origine dei reperti e delle collezioni

E’ doveroso rammentare che i reperti animali del museo (presenti nella mostra permanente, nelle mostre temporanee, nelle collezioni conservate in deposito) sono in gran parte stati rinvenuti morti per atti di bracconaggio, in alcuni casi per avvelenamento, altri sono stati reperiti lungo strade, a seguito dell’impatto con autoveicoli (è il caso ad esempio di molti mustelidi e rapaci notturni).

Il reperimento dei reperti in natura è svolto in primo luogo dal personale del Museo che è in costante rapporto con personale di altri enti e istituzioni preposti a tali funzioni (es. I.S.P.R.A., C.F.S., servizi veterinari dell’USL, Centri Recupero Fauna Selvatica).

Diverse collezioni acquisite sono in custodia presso il museo, sequestrate dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato o dalla vigilanza ittica e venatoria provinciale.

Alcuni animali sono stati rinvenuti morti per cause naturali, per folgorazioni con elettrodotti, annegamenti, altri ancora trovati morti in quanto intrappolati in edifici e sottotetti di abitazioni.

Vari soggetti in carne (ancora da tassidermizzare) o già naturalizzati (la cosiddetta imbalsamazione) sono stati ceduti o donati da privati (ad esempio le specie regolarmente cacciabili come cinghiali, lepri, volpi, starne e fagiani) o da altri musei con i quali il Museo di Ecologia è in rapporto di scambio e di donazione reciproca.