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Il querceto

La collocazione altitudinale intermedia del biotopo di Scardavilla (località del Comune di Meldola, localizzata alcuni chilometri a ovest della città, tra questa e la frazione di Rocca delle Caminate), influenzato da un clima né troppo freddo, né troppo caldo e l’esposizione differente dei terreni, ora rivolti a sud, ora esposti a nord, ha determinato dei caratteri paesaggistici molto contrastati e un conseguente naturale arricchimento (biodiversità) della flora e della fauna ivi diffusa.

Le principali specie arboree presenti sono il cerro e la rovere, il sorbo domestico e il ciavardello, il nespolo e l’olmo campestre; è segnalato inoltre anche il raro melo ibrido.

Nel sottobosco dell’ombroso querceto si rifugiano specie insolite a queste quote, più tipiche della montagna romagnola come l’anemone dei boschi e il sigillo di Salomone.

La notevole presenza di specie arboree differenti favorisce l’insediamento di una abbondante varietà di funghi e dei tarli del legno (insetti xilofagi).

Il Bosco di Scardavilla, già proprietà dei monaci Camaldolesi tra i primi del ‘500 fino al 1800 è stato nel corso del ‘900 palestra di studi e ricerche da parte degli insigni naturalisti Pietro Zangheri e Antonio Cicognani; dal 1991 Scardavilla è Riserva Naturale della regione Emilia-Romagna.