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Foreste e freddo

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Nella zona alpina la fascia che si estende al di sopra del limite della vegetazione arborea e cioè nel sovrastante orizzonte nivale costituisce un habitat decisamente ostile alla vita; la mancanza di acqua in forma liquida, per buona parte dell’anno, limita la diffusione di molte specie vegetali e in particolare l’insediamento degli alberi. Gli animali, e tra questi ultimi soprattutto gli anfibi, risentono negativamente della limitazione indotta dalle basse temperature.

Tra gli urodeli, le salamandre alpine hanno sviluppato come adattamento la capacità di generare piccoli completamente formati. Esse, inoltre, possiedono una livrea completamente nera; questa colorazione, riscontrabile anche nei marassi che vivono a una certa altitudine, facilita il raggiungimento di un maggiore calore corporeo e permette quindi la sopravvivenza e la riproduzione anche nei climi freddi.

Piante erbacee ed arbusti (es. ranni, sassifraghe) hanno sviluppato potenti ed estesi apparati radicali capaci di sostenerle tra rocce e ghiaioni e in grado di assorbire acqua e sostanze nutritive anche nelle zone meno ospitali; le loro fioriture sono sempre appariscenti per favorire il richiamo dei pronubi. Alcuni mammiferi, come la comune marmotta, combattono i rigori invernali trascorrendo un lungo letargo entro tane sotterranee. Viceversa altre specie, tra cui la lepre variabile, l’ermellino e la pernice bianca rimangono attive anche con la cattiva stagione, tuttavia sono adattate al clima rigido: al sopraggiungere dell’inverno sviluppano pellicce e piumaggi più folti e mimetici che consentono loro di celarsi, con successo, sulla superficie nevosa. Pernici e galli forcelli, che per trattenere calore hanno zampe e piedi ricoperti di piume, possono procedere facilmente sui terreni innevati in quanto possiedono dita dotate di minute appendici cornee che aumentano la superficie di appoggio evitando loro di sprofondare nella neve fresca.