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Alberi e roditori

Museo di Ecologia

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Gli alberi sono la dimora,  il luogo di riproduzione e la fonte alimentare diretta per una folta schiera di piccoli mammiferi; molti di questi sfruttano gli alberi (gemme, frutti, semi, cortecce) direttamente come fonte trofica a seconda delle proprie attitudini e specializzazioni.

Tra i roditori dei nostri boschi le uniche specie inadatte alla vita arboricola sono le arvicole (Arvicola di Savi e Arvicola rossastra), che si limitano a consumare a terra i vari tipi si semi con predilezione per quelli delle essenze erbacee ed arbustive e l’Istrice che si accanisce anche verso le parti ipogee dei vegetali o le scorze delle essenze “più zuccherine” come fichi, acacie e aceri.

I topi (Topo selvatico, Topo selvatico collo giallo) consumano in modo particolare ghiande, nocciole, noci e castagne. Il Topo quercino più di altri sembra prediligere i frutti che non divora per interi, ma ne rosicchia diversi danneggiandoli uno a uno parzialmente. Il Moscardino ama rifugiarsi nelle siepi e nei densi sottoboschi, diversamente dal Ghiro che pur essendo un arboricolo per eccellenza colonizza anche l’interno delle abitazioni poste al limitare delle aree forestali: bacche e frutti (allorchè ancora immaturi), teneri germogli e avellane sono le loro risorse predilette. Il comune Scoiattolo è abilissimo a estrarre i semi dalle conifere (protetti tra le brattee delle pigne) che poi abbandona come “torsoli” alla base di certi tipici posatoi rappresentati, di frequente, da certe vecchie ceppaie di qualche albero divelto.